Waiting…

(“Waiting” -100×80 cm acrilico e mosaico su tela)

In “Waiting” immagino che Tom Waits sia in attesa dell’ispirazione in una pizzeria o tavola calda, i luoghi da lui frequentati in veste di sguattero prima di diventare il grande cantore del fallimento del sogno americano.
Le storie di Waits, e soprattutto i suoi personaggi, sono figli di questo sguardo: emarginati per sventura o per scelte sbagliate, attendono un incontro con qualcuno che li abbracci, sono vagabondi, anime erranti senza meta, “rain dogs”. “Waiting” -100×80 cm acrilico e mosaico su tela)In “Waiting” (acrilico e mosaico su tela 100×80) immagino che Tom Waits sia in attesa dell’ispirazione in una pizzeria o tavola calda, i luoghi da lui frequentati in veste di sguattero prima di diventare il grande cantore del fallimento del sogno americano.
Le storie di Waits, e soprattutto i suoi personaggi, sono figli di questo sguardo: emarginati per sventura o per scelte sbagliate, attendono un incontro con qualcuno che li abbracci, sono vagabondi, anime erranti senza meta, “rain dogs”.

Ma ecco la svolta: una sera, seduto di fronte al pianoforte della pizzeria in cui lavora a National City, Waits accenna alcuni classici degli anni ’40 e ’50 e conquista il suo primo pubblico, composto da famiglie affamate e senza pretese che ridono, si commuovono e rimangono a sentire. Il proprietario gli propone di ripetere la performance ogni sera per pochi dollari. Nel giro di qualche anno waits suona sempre più spesso sui palchi dei localacci di Los Angeles, accompagnato da una banda di jazzisti fuori di testa come lui e scrive del mondo di disperati che gli passa davanti ogni sera, di sbronze colossali, prostitute, barboni, poeti improvvisati e falliti.

Questo quadro non può mancare nella tua collezione se come me:

1. Adori le biografie degli artisti e ti perdi nei dettagli delle loro storie: gli inizi incerti, la parabola in ascesa, talvolta le battute d’arresto ma sempre la coerenza che distingue i più grandi.

2. Pensi che la creatività possa essere incanalata in forme diverse e Waits, attore, cantante e poeta ce lo ricorda.

3. Provi simpatia per chi come lui è diventato una star senza mai essere un divo perchè ha scelto subito da che parte stare: tra i vinti, gli sconfitti, la gente dei bassifondi. Se leggi Bukowsky o Raimond Carver ti vengono alla mente i brani di Tom Waits e viceversa, tutti così lontani dall’America Hollywoodiana e vincente a cui siamo abituati. Waits non parla mai direttamente dell’America, o del mondo plastificato raccontato dai colleghi, uno tra tutti Bruce Springsteen, ma di fatto distrugge disco dopo disco le grandi promesse del “Boss” e porta a galla l’inganno del sogno americano.

4. Sai che la vita è fatta anche di attese e l’attesa non è un semplice aspettare, ma è anche un “tendere a” e soprattutto un’occasione per riflettere se veramente quello che desideriamo ha un senso per noi e se siamo disposti ad eventuali sacrifici per raggiungerlo.

Nel quadro che lo raffigura mi piace pensare che abbia tra le mani il testo di una sua canzone, magari “I can’t wait to get off work”, quella dello spazzino che aspetta di finire il turno di notte per incontrare la sua amata e, appoggiato alla ramazza, fa bene il suo lavoro pensando a lei…
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Waiting | Sounvas art

http://www.sounvas.com/quadri/waiting/Articolo su Tom Waits e quadro di Daniela Musone realizzato in acrilico e mosaico su telaTitolo
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characters. Most search engines use a maximum of 160 chars for the descrizione.NOINDEX this page/postNOFOLLOW this page/postDisattiva su questo articolo/pagina ParagrafoInizia con il blocco di costruzione predefinito di tutta la narrativa.Dimensione carattereCapolettera

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Ma ecco la svolta: una sera, seduto di fronte al pianoforte della pizzeria in cui lavora a National City, Waits accenna alcuni classici degli anni ’40 e ’50 e conquista il suo primo pubblico, composto da famiglie affamate e senza pretese che ridono, si commuovono e rimangono a sentire. Il proprietario gli propone di ripetere la performance ogni sera per pochi dollari. Nel giro di qualche anno waits suona sempre più spesso sui palchi dei localacci di Los Angeles, accompagnato da una banda di jazzisti fuori di testa come lui e scrive del mondo di disperati che gli passa davanti ogni sera, di sbronze colossali, prostitute, barboni, poeti improvvisati e falliti.

Questo quadro non può mancare nella tua collezione se come me:

1. Adori le biografie degli artisti e ti perdi nei dettagli delle loro storie: gli inizi incerti, la parabola in ascesa, talvolta le battute d’arresto ma sempre la coerenza che distingue i più grandi.

2. Pensi che la creatività possa essere incanalata in forme diverse e Waits, attore, cantante e poeta ce lo ricorda.

3. Provi simpatia per chi come lui è diventato una star senza mai essere un divo perchè ha scelto subito da che parte stare: tra i vinti, gli sconfitti, la gente dei bassifondi. Se leggi Bukowsky o Raimond Carver ti vengono alla mente i brani di Tom Waits e viceversa, tutti così lontani dall’America Hollywoodiana e vincente a cui siamo abituati. Waits non parla mai direttamente dell’America, o del mondo plastificato raccontato dai colleghi, uno tra tutti Bruce Springsteen, ma di fatto distrugge disco dopo disco le grandi promesse del “Boss” e porta a galla l’inganno del sogno americano.

4. Sai che la vita è fatta anche di attese e l’attesa non è un semplice aspettare, ma è anche un “tendere a” e soprattutto un’occasione per riflettere se veramente quello che desideriamo ha un senso per noi e se siamo disposti ad eventuali sacrifici per raggiungerlo.

Nel quadro che lo raffigura mi piace pensare che abbia tra le mani il testo di una sua canzone, magari “I can’t wait to get off work”, quella dello spazzino che aspetta di finire il turno di notte per incontrare la sua amata e, appoggiato alla ramazza, fa bene il suo lavoro pensando a lei…



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