The music that inspires!

(“THE MUSIC THAT INSPIRES” di cui fanno parte: “THINK PINK”, “THINK BIG”, “BE DIFFERENT”, “TAKE THE MONEY AND RUN”, “AIM HIGH”, “JUST JUMP”, “LOVE WHERE YOU LIVE” e “LET IT OUT” in acrilico nero, fluorescente e fosforescente su plexiglass 33×33 cm) .

La copertina di un disco rock: semplice elemento di contorno o creazione artistica in sintonia con l’atmosfera descritta dai brani? direi proprio la seconda…

Le visioni surreali e psichedeliche di grandi personaggi dell’arte come Andy Warhol, solo per citarne uno, sono impresse nelle cover di album entrati di diritto nell’olimpo della musica rock. Alcune immagini hanno addirittura acquisito vita propria slegandosi dal destino delle band.

Per dare il giusto riconoscimento ad alcune cover di album famosi e dal valore ispirante per me, ho scelto di reinterpretarle in acrilico nero, fluorescente e fosforescente su plexiglass (33×33). Nasce così il mio ultimo lavoro: “THE MUSIC THAT INSPIRES”.

Ne fanno parte in ordine da destra: “THINK PINK”, “THINK BIG”, “BE DIFFERENT”, “TAKE THE MONEY AND RUN”, “AIM HIGH”, “JUST JUMP”, “LOVE WHERE YOU LIVE”, “LET IT OUT”.

Le prime due “THINK PINK” e “THINK BIG” sono state selezionate per la mostra Small is Better! Tutta dedicata al piccolo formato presso Evasioni Art Studio a Roma.

Voglio ora condividere con te la mia personale playlist di brani tratti da questi indimenticabili album e ognuno perfetto per un’occasione diversa!

Dei Led Zeppelin scelgo Good times, bad times la traccia che apre l’album omonimo Led Zeppelin, pubblicato il 12 gennaio del 1969, con l’icona del dirigibile, perfetta perchè simboleggia la forza distruttiva del gruppo che in appena 10 anni di carriera ha cambiato totalmente la storia del rock, influenzando moltissimo le generazioni successive. Il brano scelto è molto canonico: rock sanguigno ma ancora molto ‘60s, perfetto per una corsa in riva al mare.

The Velvet Underground & Nico è il primo album del gruppo pubblicato nel 1967. Il disco è considerato uno degli album più importanti e influenti della storia della musica rock e la copertina firmata da Andy Warhol (che io adorooooo) non è da meno. Tra l’altro esiste una certa confusione circa la reale identità del produttore discografico di The Velvet Underground & Nico: anche se Andy Warhol venne citato nelle note del disco come produttore dell’album, in realtà ebbe un’influenza relativamente minima sulle scelte musicali.

Qui c’è l”imbarazzo della scelta ma io opto per Sunday Morning che con la sua trasognata delicatezza e il suo nostalgico carillon riesce a traportarti con pochi suoni e accordi in un altro mondo, un mondo che sembra parli d’amore in realtà i più attenti sanno che è un mondo fatto di paranoia. Da ascoltare quando hai bisogno di prenderti una pausa.

Into the Wild di Eddie Vedder (2007) è la colonna sonora perfetta per il film capolavoro di Sean Penn. Guaranteed non può mancare nella playlist di un viaggio on the road.

Polly è una delle prime incursioni dei Nirvana nella composizione di testi pop. Fu esclusa dall’album d’esordio dei Nirvana, Bleach, perché Cobain riteneva non fosse coerente con il suono pesantemente grunge che all’epoca contraddistingueva il gruppo. La canzone comparve due anni più tardi nell’album Nevermind (1991) e rimase uno dei pezzi base eseguiti dal gruppo fino alla morte di Cobain. E’ una canzone molto dura e malinconica che ti consiglio di ascoltare in generale quando sei molto allegro e positivo per evitare di intristiri troppo.

Wild Horses è un brano dei Rolling Stones, scritto da Mick Jagger e Keith Richards, presente nel nono album Sticky Fingers, pubblicato nel 1971. La leggenda vuole che Mick Jagger scrisse il testo di Wild Horses basandosi sulla fine della sua relazione sentimentale con Marianne Faithfull, che stava giungendo al capolinea. Keith Richards scrisse la malinconica melodia pensando alla lontananza dal figlio Marlon, alla quale era costretto a causa dei continui viaggi e concerti con il gruppo e se ne venne fuori con l’espressione «Wild horses», poi utilizzata da Jagger nel testo del brano.

Io non la trovo malinconica, anzi, mi trasmette piacevoli sensazioni, è una splendida ballata che mi fa venir la pelle d’oca ogni volta che la sento e che mi piace ascoltare la mattina appena sveglia.

La copertina di Aladdin Sane riporta una delle più celebri immagini della carriera di David Bowie: la foto del cantante a torso nudo, con gli occhi chiusi, i capelli fiammeggianti e il volto diviso in due da una saetta rossa e blu mentre una lacrima gli scivola lungo la clavicola. Di questo album scelgo The Jean Genie, una combinazione di pura energia e rock esplosivo che ti dà la carica perfetta per far tutto, anche riordinare la casa.

London Calling è un album doppio dei The Clash uscito nel 1979, con il quale il gruppo si affermò negli Stati Uniti. Il disco presenta una notevole complessità compositiva e mescolanza dei generi: lo ska, il pop, il reggae, il rockabilly, il rithm&blues, il jazz e in parte anche il punk. Ti consiglio Train in vain da ascoltare quando sei ai fornelli e ti assicuro che non riuscirai a trattenerti dalla voglia di ballare.

Rimini è l’album di De Andrè che presenta musicalità più lontane dalla chanson francese e più vicine al folk americano e al pop. Rimini è anche la mia città, dove sono nata e cresciuta e dove ho scelto di rimanere. Scelgo la traccia che dà il nome all’intero album che racconta di Teresa, una ragazza riminese figlia di un droghiere che spazia nel tempo con la fantasia. La canzone affronta, in maniera poetica, non solo il tema dell’aborto, ma anche il tema di quella gioventù di provincia romagnola che viveva di turismo e di amori della durata di un’estate.

È una canzone in cui realtà e sogno si intrecciano e che consiglio di ascoltare senza far nientaltro, magari seduti sul divano, tuttalpiù canticchiando in sottofondo.

Lascia un commento qua sotto per farmi sapere se sei d’accordo con le mie scelte musicali o hai qualche suggerimento da darmi per perfezionare la playlist!

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