No direction home

(“No direction home” – 120 x 70 cm acrilico su tela)

La mia opera si ispira alla foto di copertina di No direction home, il bellissimo film documentario su Bob Dylan diretto da Martin Scorsese e la foto ritrae Dylan di fronte alla stazione di Aust Ferry nel Gloucestershire, Inghilterra, nel maggio del 1966.

Mentre dipingevo questo quadro ho pensato che sarebbe perfetto per te che come me:

1. Sei amante della musica e in particolare di quella bella…

2. Pensi che la coerenza sia un valore, oggi in via di estinzione, che Dylan incarna alla perfezione.

3. Credi che non si debba vivere una vita con l’obiettivo di piacere agli altri ma cercando di seguire i propri ideali e se questo non ce lo ricorda Dylan non so chi altro…

4. Sostieni che il carisma e l’energia conti a volte più delle abilità tecniche (pensa che Bob in tanti anni di carriera non ha ancora imparato a suonare bene l’armonica a bocca :-0…).

5. Adori i quadri dalle tinte forti e i contorni decisi ad effetto poster…e che ti ricorda tutto quello fin qui detto!

Il documentario di cui ti parlavo si concentra soprattutto sul
periodo tra l’arrivo di Dylan a New York nel gennaio del 1961
e il suo temporaneo ritiro dalle scene nel 1966. Questo
periodo racchiude l’ascesa al successo di Dylan come
cantautore folk e le polemiche conseguenti il suo passaggio
alla musica rock.
Il titolo è tratto da un verso della celebre canzone Like a Rolling
Stone.

Dal documentario emerge il ritratto lucido e intimo di un
artista che non ha mai aspirato a risultare simpatico al suo
pubblico, che personalmente mi fa indignare ogni volta che
partecipo ai suoi concerti e lo sento storpiare tutte le
canzoni fino a renderle irriconoscibili e che senza nessun
stupore da parte mia ha fatto discutere anche recentemente
quando gli è stato assegnato il premio Nobel per la
letteratura (secondo qualcuno immeritato, secondo me più
che giusto) e ha pensato bene di disertare la cerimonia per
“precedenti impegni”.

Il cantautore ha deciso di inviare comunque un discorso
di accettazione e ringraziamento per l’assegnazione del
Nobel e l’amica Patti Smith, durante la cerimonia a
Stoccolma del dicembre scorso, ha interpretato con grande
coinvolgimento che è sfociato in sincera commozione il
brano dell’artista “A Hard Rain’s A-Gonna Fall“.

Dylan, oltre ad aver snobbato la cerimonia del Nobel,
ha dato buca anche ad Obama, evitando di presentarsi alla Casa bianca, dove il presidente l’aveva convocato assieme agli altri Nobel americani.

Ma cosa vuoi farci? È così che si ama Bob Dylan, non
si vuole che sia un profeta o un idolo, al contrario si vuole
che mantenga una distanza da tutto ciò ed in questo lui è
semplicemente fantastico.

Scelgo allora di farmi ispirare da Dylan ogni qualvolta trovo difficile vivere la mia vita alle mie condizioni ma sento più forte il bisogno di accontentare gli altri e di cedere alle pressioni esterne.

Se anche tu desideri per il tuo spazio un quadro moderno che ti parli di musica e di ideali come questo, sarò felice di accontentarti e di rispondere a tutte le tue domande!

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