Chi sono

Autoritratto – 100×70 acrilico su tela

Questa sono io, Daniela Musone, e questo è il mio autoritratto.

Orgogliosamente autodidatta, nasco come la pittrice che
cattura l’anima dei musicisti su tela, in particolare dei giganti della musica rock, folk e blues degli anni ’60-’70, incredibilmente affascinata dalla loro musica, traboccante di passioni e ideali e da tutta
l’iconografia che ruota attorno a quegli anni.

Ho dipinto il mio primo quadro perchè desideravo
avere in casa una tela personalizzata per dimensioni, colori
e materiali che raffigurasse il grande chitarrista Jimi
Hendrix e nel web non trovavo nulla che facesse al caso mio dato che mi imbattevo per lo più in stampe di  tipo industriale e non adatte ai miei spazi.Per non accontentarmi e memore di una vecchia passione che avevo rinchiuso in un cassetto, ho provato a dipingere personalmente il quadro che desideravo.
Questa è senza troppi giri di parole l’epifania che mi ha portato al primo lavoro, a cui sono tutt’ora particolarmente affezionata, e da qui il
desiderio di far lo stesso per altri…

Se anche tu sei appassionato/a di musica e vuoi imprimere il volto del tuo artista preferito o quello di una persona amata su una tela che si inserisca armoniosamente nell’ambiente in cui viene ospitata, ora sai che puoi rivolgerti a me per soddisfare questa tua esigenza! ;-).

La mia ricerca artistica è senza tregua: come danzeducatore, cioè insegnante di danza in contesti comunitari, sono interessata alla relazione tra il movimento danzato e altri linguaggi artistici, in particolare il segno grafico, e mi sento molto vicina e coinvolta dalla performance art e da tutta l’arte partecipativa.

In ambito pittorico attualmente mi sto divertendo a sperimentare la fluid painting per i risultati inaspettati che regala e perchè mi sta insegnando a lasciare andare le cose per il loro corso e a non tenere tutto sotto controllo. Qualche tempo fa ho recuperato un’altra passione, quella per il mosaico, nata dopo aver ammirato le creazioni di Gaudi’a Barcellona.
Lo specchio e il vetro opalino, anche nella versione iridescente con suoi effetti di luce,  vanno così ad aggiungersi e a fondersi con l’acrilico e ad impreziosire le mie tele.
Il mosaico è un’arte antica, meravigliosa, un’arte che mi
sta suggerendo di abbracciare la calma, la pazienza (“ma quale pazienza?!?”potrebbe dire giustamente qualcuno – “ci sto ancora lavorando” potrei rispondere io…), il sapere aspettare
che la tessera giusta si mostri a me.
L’incastro perfetto esiste e comunica un’idea di ordine
e regolarità nel caos di tante tessere irregolari.

A pensarci bene già da bambina amavo disegnare e dipingere e, come accade spesso, ciò che ci fa sentire vivi è quello che già nell’infanzia ci divertiva e, quando io dipingo, mi diverto davvero, nel senso che non vorrei
essere in nessun altro posto nel mondo.

Presa da mille impegni pensavo che mi sarei dedicata alla pittura una
volta andata in pensione ma, un po’ perché la pensione è,
ahimè, un miraggio lontano per quelli della mia generazione,
un po’ perché non so nemmeno cosa voglio fare “da
grande”, figuriamoci se posso pensare alla pensione, alla fine posso dire che io non ho scelto la pittura ma la pittura ha scelto me.

E giusto o sbagliato che sia, c’è qualcosa che mi frena dall’approcciarmi ad essa in modo accademico, preferisco affidarmi alla mia saggezza interiore, come se le mie mani sapessero esattamente quali pennelli
usare e come muoversi, al di fuori di tecniche e stili predefiniti. Questo fatto rappresenta un’eccezione per una come me che segue corsi di ogni genere e che ha nella sua libreria manuali di ogni tipo…

Ti ringrazio molto per il tempo che hai dedicato alla lettura e se ti rimane qualche dubbio visita anche la pagina Il tuo quadro all’interno del blog,

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