Nature is home

“Nature is home” (installazione, tecnica mista su struttura in legno, 121 x 52 x9 cm)

Nature is Home è un’opera che nasce dall’idea di occupare uno spazio fisico per mezzo di una trama simbolica. La decorazione dell’oggetto, in questo caso un vecchio cassetto, è un esempio utile ad esprimere la strada di sperimentazione che negli ultimi anni ho intrapreso: occupare luoghi fisici per mezzo di riflessioni estetiche che portano a far partecipare la comunità.

L’opera si presenta come una scatola che contiene due spazi, la metafora della chiusura ricorda la nuova ecologia della mente che l’umanità ha dovuto apprendere durante questo periodo e propone una riflessione su due spazi ideali: uno metafora della natura esterna, armonica; l’altro metafora dell’umanità sconnessa e nervosa. Le trame geometriche della decorazione ricordano questi due approcci alla vita e sono accompagnati da una considerazione ulteriore, realizzata attraverso l’applicazione di viti a gancio al cui interno scorre un elastico di plastica riciclata grazie al quale i due ambienti si connettono.

Natura e umanità sono legate da uno stesso filo che di base può essere sempre composto e riequilibrato secondo modalità differenti: in questo caso per motivi logistici e di presentazione Nature is Home si presenta con una trama di filo già organizzata, realizzata seguendo un disegno studiato dall’artista; tuttavia nelle mie opere il mio intento è quello di coinvolgere nell’esperienza estetica le persone che potrebbero, secondo la propria creatività, tessere orditi personali cambiando la disposizione e realizzando scenari sempre nuovi. Leggi tutto “Nature is home”

Geometrie di un volto

“Geometrie di un volto” (installazione, tecnica mista su legno 100 x 100 cm)

Nasco come artista figurativa e buona parte della mia prima produzione si concentra su miti della musica degli anni ’60 e ’70. Negli ultimi anni sento che il mio fare encomiastico si è trasformato in pretesto per comporre immagini più complesse che giocano con la scomposizione tendente al pop di volti e di colori, sempre ispirati al sound e al mood della beat generation di cui rimango grande ammiratrice.

L’attesa

“Attesa” (50x70cm ciasc. tecniche miste su tela).

Dedicato a tutta la comunità che DANZA per quel filo che ci unisce, che più che un filo per me è come un FLUSSO.

La danza è il mio modo di vivere intensamente la vita, anzi è per me metafora della vita stessa. Non c’è forse nella danza come nella vita una continua tensione tra desiderio di stabilità e disponibilità al cambiamento? Nella vita, come nella danza, non vanno dosate sapientemente delicatezza e forza, l’agire e il saper aspettare, l’accelerare e il rallentare, la capacità di trattenere e al contrario di lasciar andare… Per vivere e danzare bene occorre stare nel momento presente e togliere il superfluo per tendere all’essenziale.

La ricerca dell’equilibrio, così importante nella vita, lo è anche nella danza e fin dalle prime lezioni capisci che ti dovrai allenare parecchio per mantenerlo e ritrovarlo una volta perso… ah già l’EQUILIBRIO, come è lontano ora… Nella danza si impara a cadere senza farsi male e a rialzarsi, anche velocemente e senza troppo sforzo.

Ma soprattutto per danzare e vivere consapevolmente occorre stare in ascolto di se stessi, dell’ambiente circostante e degli altri. Ecco, appunto gli ALTRI… Ora danzo per lo pù da sola o su piattaforme come zoom in lezioni preziose come oro e mentre progetto nuove pratiche di danza che tengano conto del distanziamento sociale mi rendo conto che la danza rimane per me una pratica COLLETTIVA fatta di compartecipazione e contatto fisico. 

Sarà un caso se senza farci troppo caso ho dipinto la mia ballerina sola, mentre nell’originale di Degas a cui mi sono ispirata altre ballerine le facevano compagnia in trepidante preparazione dietro le quinte.

 

Integrazione degli opposti

“Integrazione degli opposti” (39 x 19 cm tecnica mista su legno).

Da bambina mi divertivo ad indovinare il disegno nascosto nell’intreccio di puntini numerati, con il tempo ho imparato che saper unire i puntini, cioè mettere in relazione elementi apparentemente slegati è all’origine del processo creativo, come dire che l’opera è già sotto i nostri occhi anche se non si è venuta alla luce.
In quest’opera aperta, manipolando gli stessi fili colorati e utilizzando gli stessi punti di raccordo, gli spettatori sono liberi di unire i puntini come meglio credono.

Indicazione consigliata?

“DIREZIONE CONSIGLIATA?” (30X13 cm tecnica mista su legno)

Un giorno Alice arrivò a un bivio sulla strada e vide lo Stregatto sull’albero. “Che strada devo prendere?” chiese.
La risposta fu una domanda: “Dove vuoi andare?”
“Non lo so”, rispose Alice.
“Allora, – disse lo Stregatto – non ha importanza”.

Quando non sai bene che direzione prendere escono fuori opere come “DIREZIONE CONSIGLIATA?” (30X13 cm tecnica mista su legno), aperta a successive manipolazioni da parte dello spettatore.

Dedicata a chi ha smarrito la via, a chi ha il coraggio di cambiare strada e pure a chi ha le idee così chiare sulla direzione giusta da intraprendere da indicarla con sicurezza anche agli altri…