Spaziando

“Spaziando” (installazione, acrilico e inserti di tessere specchiate su tela 150 x 50 cm)

L’opera Spaziando si presenta come una metafora dell’urgenza percepita dall’universo femminile di occupare più spazio e di allargare i propri confini e la propria sfera d’influenza.

L’opera rappresenta un tributo al movimento femminista e ad alcune artiste che hanno contribuito a renderlo grande, nella maggior parte dei casi inconsapevolmente: Frida Kahlo, una personalità controversa grande esempio di una situazione ancora vissuta da molte persone, anticonformista, piena di spirito di libertà e incastrata in una sfida ad un’indipendenza spirituale forse mai totalmente raggiunta nella sua vita, ma sicuramente nella sua arte; Aretha Franklin, incredibile cantante che con la sua forte voce ed il suo celebre Respect è diventata uno degli inni del movimento femminista e infine Yoko Ono, bislacca artista e performer che con le sue prime opere della seconda metà degli anni ’60 ha incarnato perfettamente il fermento culturale dell’universo femminile di quegli anni e dei tempi a venire.

La sequenza di icone femminili termina con un mosaico di specchi, regolari, posti a suggerire un’azione partecipata” e condivisa da tutti gli spettatori: l’azione di specchiarsi dentro l’opera.

Attraverso l’emulazione di un’azione che da sempre ha incarnato le occupazioni e la toilette dell’universo femminile, lo spettatore viene invitato a rimettere in discussione la propria interpretazione degli stereotipi grazie al riverbero della propria immagine presente nelle tessere del mosaico nell’ottica di far prendere coscienza degli innumerevoli e mutevoli modi che hanno a disposizione per manifestare la propria femminilità.

L’albero della vita

“L’albero” (installazione, acrilico e mosaico su tela 100x100cm)

Quest’opera richiama alla mente l’omonimo capolavoro del pittore austriaco Gustave Klimt, revisitata attraverso l’utilizzo di tessere a mosaico specchiate al posto delle classiche tessere a foglia d’oro tipiche dello Sezessionstil.

I colori meno vivaci accolgono lo spettatore in una dimensione più tetra, ma al contempo compongono il terreno fertile per il mosaico riflettente che si presenta nuovamente come cuore dell’opera. Grazie a questo espediente posso concentrare la visione dello spettatore sul tronco dell’albero, esautorando il vivace sviluppo dei rami, centro della composizione dell’opera di Klimt, a mero elemento correlato.

Il mio albero della vita si può dire che colleghi il senso di appartenenza e di stabilità del tronco all’atto della riflessione e dell’io, diverso per ciascuno spettatore.

 

Banditi

(“Banditi parte I-II-III-IV”: 4 tele 60×60 cm acrilico e mosaico su tela)

Adoro i mugshot famosi, testimonianze uniche della vita delle grandi rockstar e delle loro epoche storiche, e da qui l’idea di “Banditi parte I-II-III- IV” dove il mosaico in vetro opalino iridescente va a impreziosire la tela in bianco e nero, a sottolineare con il suo luccicchio l’aurea di celebrità che aleggia intorno a questi musicisti ribelli, di cui l’arresto è quasi un coronamento.

“Banditi parte I- Morrison” (60×60 cm mosaico e acrilico su tela) trae spunto dal celebre arresto di Jim Morrison, l’1 Marzo del 1969. Il Leader carismatico e frontman della band statunitense The Doors, si era, pare, ma non è confermato dalle testimonianze, denudato sul palco. Denunciato per atti osceni in luogo pubblico, non si era presentato in aula per affrontare il caso. Ma cosa ci si aspetta da James Douglas, per tutti “Jim” Morrison, il “profeta della libertà” e poeta maledetto, una delle figure più seducenti della storia della musica e uno dei massimi simboli dell’inquietudine giovanile? A noi piace ricordarlo così, in preda alla foga del rock, all’alcol e alla sua ansia di libertà. Leggi tutto “Banditi”

Inside me

“Inside me” (installazione,  acrilico e mosaico su tela 120×70 cm)

Il viaggio simbolico nella mia psiche viene accompagnato da un delirio psichedelico fatto di giochi di colori che creano illusioni di movimento.

Andando in profondità nel mio io, trovo il centro nascosto dei miei pensieri fatto di tessere di mosaico, sintomo di una necessità continua di riflettermi e di esporre le mie pulsioni interne alla rivelazione e alla verità.

Il viaggio negli abissi della nostra psiche quasi a perderne il controllo, il rischio terribile e spaventoso a cui tutti siamo esposti che rende tangibile la nostra fragilità e che ci obbliga ad affrontare le parti più nascoste, può però diventare una grande occasione per vedere e ritrovare se stessi.