Piccolo spazio creatività parte II

“Piccolo spazio creatività parte II” (scampoli di tessuto dipinto e incollato su supporti cartonati e calamitati su pannello metallico 50×50 cm). 

Ho più dubbi che certezze, ora più che mai, e come le mie cellule muoiono e rinascono ad ogni istante, anche io sono in questo ciclo di rigenerazione continua, sempre nuova e sempre diversa. Non c’è nessuna idea e dogma che mi sento di abbracciare completamente e perennemente.

Come artista non ho messaggi e verità da condividere con l’umanità e la mia arte sento che difficilmente può fissarsi in una forma stabilita. Al contrario, è importante per me essere un generatore di CREATIVITA’ e realizzare opere aperte a successive manipolazioni, mie o di qualunque altra persona.

Rovistando tra vecchi scampoli e con l’aiuto dell’acrilico è uscita una revisitazione di “Ragazza con l’orecchino di perla”.  Da specificare che, ahimè, le mie competenze in cucito non vanno oltre il rammendo e l’applicazione di un bottone per cui la stoffa è tutta rigorosamente incollata con colla vinilica a supporti cartonati.

Mi piace pensare che, a partire dagli stessi inserti, altre persone creearanno di volta in volta qualcosa di diverso perchè tutti siamo creativi, abbiamo solo bisogno che qualcuno ce lo ricordi.

Piccolo spazio creatività parte I

“Piccolo spazio creatività” (tessere di legno decorate a mano e calamitate su pannello metallico 50x50cm)

 Si tratta di un’opera aperta che ciascuno può trasformare come preferisce. Io ho voluto omaggiare Leonardo, curiosa di scoprire cos’altro può scaturire.

A partire dalle medesime tessere, dipinte e calamitate ad un pannello metallico, è possibile, infatti, realizzare diverse composizioni, frutto dell’estro e della sensibilità personali. In quest’epoca più che in ogni altra credo che gli artisti debbano, oltre a trasmettere idee e scuotere le coscienze, diventare acceleratori di creatività altrui per rompere gli schemi e trovare nuovi scenari di realtà.

Come diceva Einstein: “La creatività è contagiosa. Trasmettila”

Sentimi

“Sentimi” (60×60 cm tecnica mista su tela con inserti di tessuto).

Avrei voluto che questo mio occhio fosse veramente uno specchio dell’anima, immagine della mia sfera interiore e di ciò che va oltre, ma non ho saputo resistere alla tentazione di truccarlo, di aggiungere del glamour e di barare sulla tonalità di verde. Nasce allora l’idea di aggiungere degli inserti di tessuto per poterlo toccare e percepirlo con altri sensi. È un invito ad andare oltre alle apparenze, ad abituarci a vedere anche quello che è nascosto, a sentire anche quello che non viene detto e a comprendere la realtà e le persone attraverso tutti i sensi. Allora quest’occhio diventa uno specchio che riflette la tua immagine e il mondo di te che lo guardi.

 

Come tu mi vuoi

“Come tu mi vuoi” (25 tele 20x20cm dipinte con tecnica mista e calamitate a pannello)

“Come tu mi vuoi” è un’opera composta da 25 tele 20×20 cm dipinte con tecnica mista e calamitate ad un pannello di alluminio da disporre a piacimento dell’osservatore. La personalità di ognuno dispone di molteplici modi per esprimersi, è mutevole e talvolta adattabile alla persona che ha di fronte, proprio come l’osservatore che ha a disposizione infinite possibilità per creare la sua realtà. L’opera non è quindi un puzzle da ricomporre, ma un tentativo di creare uno spazio di libertà artistica, plasmando l’immagine e quindi la realtà a proprio piacimento.

Le foreste di Woodstock

(“Le foreste di Woodstock” 80×80 cm tecnica mista su tela)

“Le foreste di Woodstock” è frutto di una performance di pittura dal vivo, “Synesthesy”, dove i linguaggi espressivi della musica e della pittura si fondono in un’esperienza che coinvolge i diversi sensi ed è frutto di un gioco di illusioni, con elementi a prima vista invisibili. Da definizione “è invisibile ciò che per essere ben nascosto o mascherato, non appare esternamente o sfugge all’occhio”. Leggi tutto “Le foreste di Woodstock”

Il mistero della vita

 

(“Il mistero della vita”: serie composta da 4 tele, “L’incontro”, “In grembo”, “Cloni” e “Discendenze” dipinte con tecnica mista su tela 50×50 cm)

Dall’incontro tra l’uomo e la donna, passando per il grembo materno e la divisione cellullare, il mistero della vita che non smette mai di affascinare e il microcosmo nascosto all’interno del corpo umano.

Banditi

(“Banditi parte I-II-III-IV”: 4 tele 60×60 cm acrilico e mosaico su tela)

Adoro i mugshot famosi, testimonianze uniche della vita delle grandi rockstar e delle loro epoche storiche, e da qui l’idea di “Banditi parte I-II-III- IV” dove il mosaico in vetro opalino iridescente va a impreziosire la tela in bianco e nero, a sottolineare con il suo luccicchio l’aurea di celebrità che aleggia intorno a questi musicisti ribelli, di cui l’arresto è quasi un coronamento.

“Banditi parte I- Morrison” (60×60 cm mosaico e acrilico su tela) trae spunto dal celebre arresto di Jim Morrison, l’1 Marzo del 1969. Il Leader carismatico e frontman della band statunitense The Doors, si era, pare, ma non è confermato dalle testimonianze, denudato sul palco. Denunciato per atti osceni in luogo pubblico, non si era presentato in aula per affrontare il caso. Ma cosa ci si aspetta da James Douglas, per tutti “Jim” Morrison, il “profeta della libertà” e poeta maledetto, una delle figure più seducenti della storia della musica e uno dei massimi simboli dell’inquietudine giovanile? A noi piace ricordarlo così, in preda alla foga del rock, all’alcol e alla sua ansia di libertà. Leggi tutto “Banditi”

Inside me

(“Inside me”- 120×70 cm acrilico e mosaico)

Quest’opera è stata pensata per la prima mostra collettiva del Movimento arte spirituale presentata a Ravenna e dedicata all'”Invisibile”. Rappresenta un viaggio negli abissi della nostra psiche quasi a perderne il controllo, il rischio terribile e spaventoso a cui tutti siamo esposti che rende tangibile la nostra fragilità.

Scavando nel subconscio alla ricerca delle proprie ombre si viene risucchiati in una sorta di delirio psichedelico e gioco di illusione, ma è soltanto andando in profondità nel proprio io e affrontando queste parti nascoste che è possibile vedere e ritrovare se stessi.

 

Matrix

( “Matrix”: 150x100 cm acrilico e mosaico di specchi su tela)

Ho realizzato quest’opera per il primo evento del Movimento arte spirituale dedicato all'”Invisibile”. Il mondo che conosciamo non può essere compreso con la vista ed è reale solo nell’ambito delle percezioni. Nell’ambito della realtà, esso non esiste: tutto ciò che ci circonda non è altro che una nostra percezione che viene rielaborata dal cervello per permetterci di poter interagire con il mondo esterno. Il gioco di specchi ci ricorda questo: la realtà esterna è impalpabile e ci rimanda tante sfaccettature di noi.

Waiting…

(“Waiting” -100×80 cm acrilico e mosaico su tela)

In “Waiting” immagino che Tom Waits sia in attesa dell’ispirazione in una pizzeria o tavola calda, i luoghi da lui frequentati in veste di sguattero prima di diventare il grande cantore del fallimento del sogno americano.
Le storie di Waits, e soprattutto i suoi personaggi, sono figli di questo sguardo: emarginati per sventura o per scelte sbagliate, attendono un incontro con qualcuno che li abbracci, sono vagabondi, anime erranti senza meta, “rain dogs”. “Waiting” -100×80 cm acrilico e mosaico su tela)In “Waiting” (acrilico e mosaico su tela 100×80) immagino che Tom Waits sia in attesa dell’ispirazione in una pizzeria o tavola calda, i luoghi da lui frequentati in veste di sguattero prima di diventare il grande cantore del fallimento del sogno americano.
Le storie di Waits, e soprattutto i suoi personaggi, sono figli di questo sguardo: emarginati per sventura o per scelte sbagliate, attendono un incontro con qualcuno che li abbracci, sono vagabondi, anime erranti senza meta, “rain dogs”.

Ma ecco la svolta: una sera, seduto di fronte al pianoforte della pizzeria in cui lavora a National City, Waits accenna alcuni classici degli anni ’40 e ’50 e conquista il suo primo pubblico, composto da famiglie affamate e senza pretese che ridono, si commuovono e rimangono a sentire. Il proprietario gli propone di ripetere la performance ogni sera per pochi dollari. Nel giro di qualche anno waits suona sempre più spesso sui palchi dei localacci di Los Angeles, accompagnato da una banda di jazzisti fuori di testa come lui e scrive del mondo di disperati che gli passa davanti ogni sera, di sbronze colossali, prostitute, barboni, poeti improvvisati e falliti.

Questo quadro non può mancare nella tua collezione se come me:

1. Adori le biografie degli artisti e ti perdi nei dettagli delle loro storie: gli inizi incerti, la parabola in ascesa, talvolta le battute d’arresto ma sempre la coerenza che distingue i più grandi.

2. Pensi che la creatività possa essere incanalata in forme diverse e Waits, attore, cantante e poeta ce lo ricorda.

3. Provi simpatia per chi come lui è diventato una star senza mai essere un divo perchè ha scelto subito da che parte stare: tra i vinti, gli sconfitti, la gente dei bassifondi. Se leggi Bukowsky o Raimond Carver ti vengono alla mente i brani di Tom Waits e viceversa, tutti così lontani dall’America Hollywoodiana e vincente a cui siamo abituati. Waits non parla mai direttamente dell’America, o del mondo plastificato raccontato dai colleghi, uno tra tutti Bruce Springsteen, ma di fatto distrugge disco dopo disco le grandi promesse del “Boss” e porta a galla l’inganno del sogno americano.

4. Sai che la vita è fatta anche di attese e l’attesa non è un semplice aspettare, ma è anche un “tendere a” e soprattutto un’occasione per riflettere se veramente quello che desideriamo ha un senso per noi e se siamo disposti ad eventuali sacrifici per raggiungerlo.

Nel quadro che lo raffigura mi piace pensare che abbia tra le mani il testo di una sua canzone, magari “I can’t wait to get off work”, quella dello spazzino che aspetta di finire il turno di notte per incontrare la sua amata e, appoggiato alla ramazza, fa bene il suo lavoro pensando a lei…
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Waiting | Sounvas art

http://www.sounvas.com/quadri/waiting/Articolo su Tom Waits e quadro di Daniela Musone realizzato in acrilico e mosaico su telaTitolo
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Ma ecco la svolta: una sera, seduto di fronte al pianoforte della pizzeria in cui lavora a National City, Waits accenna alcuni classici degli anni ’40 e ’50 e conquista il suo primo pubblico, composto da famiglie affamate e senza pretese che ridono, si commuovono e rimangono a sentire. Il proprietario gli propone di ripetere la performance ogni sera per pochi dollari. Nel giro di qualche anno waits suona sempre più spesso sui palchi dei localacci di Los Angeles, accompagnato da una banda di jazzisti fuori di testa come lui e scrive del mondo di disperati che gli passa davanti ogni sera, di sbronze colossali, prostitute, barboni, poeti improvvisati e falliti.

Questo quadro non può mancare nella tua collezione se come me:

1. Adori le biografie degli artisti e ti perdi nei dettagli delle loro storie: gli inizi incerti, la parabola in ascesa, talvolta le battute d’arresto ma sempre la coerenza che distingue i più grandi.

2. Pensi che la creatività possa essere incanalata in forme diverse e Waits, attore, cantante e poeta ce lo ricorda.

3. Provi simpatia per chi come lui è diventato una star senza mai essere un divo perchè ha scelto subito da che parte stare: tra i vinti, gli sconfitti, la gente dei bassifondi. Se leggi Bukowsky o Raimond Carver ti vengono alla mente i brani di Tom Waits e viceversa, tutti così lontani dall’America Hollywoodiana e vincente a cui siamo abituati. Waits non parla mai direttamente dell’America, o del mondo plastificato raccontato dai colleghi, uno tra tutti Bruce Springsteen, ma di fatto distrugge disco dopo disco le grandi promesse del “Boss” e porta a galla l’inganno del sogno americano.

4. Sai che la vita è fatta anche di attese e l’attesa non è un semplice aspettare, ma è anche un “tendere a” e soprattutto un’occasione per riflettere se veramente quello che desideriamo ha un senso per noi e se siamo disposti ad eventuali sacrifici per raggiungerlo.

Nel quadro che lo raffigura mi piace pensare che abbia tra le mani il testo di una sua canzone, magari “I can’t wait to get off work”, quella dello spazzino che aspetta di finire il turno di notte per incontrare la sua amata e, appoggiato alla ramazza, fa bene il suo lavoro pensando a lei…