Spaziando

“Spaziando” (installazione, acrilico e inserti di tessere specchiate su tela 150 x 50 cm)

L’opera Spaziando si presenta come una metafora dell’urgenza percepita dall’universo femminile di occupare più spazio e di allargare i propri confini e la propria sfera d’influenza.

L’opera rappresenta un tributo al movimento femminista e ad alcune artiste che hanno contribuito a renderlo grande, nella maggior parte dei casi inconsapevolmente: Frida Kahlo, una personalità controversa grande esempio di una situazione ancora vissuta da molte persone, anticonformista, piena di spirito di libertà e incastrata in una sfida ad un’indipendenza spirituale forse mai totalmente raggiunta nella sua vita, ma sicuramente nella sua arte; Aretha Franklin, incredibile cantante che con la sua forte voce ed il suo celebre Respect è diventata uno degli inni del movimento femminista e infine Yoko Ono, bislacca artista e performer che con le sue prime opere della seconda metà degli anni ’60 ha incarnato perfettamente il fermento culturale dell’universo femminile di quegli anni e dei tempi a venire.

La sequenza di icone femminili termina con un mosaico di specchi, regolari, posti a suggerire un’azione partecipata” e condivisa da tutti gli spettatori: l’azione di specchiarsi dentro l’opera.

Attraverso l’emulazione di un’azione che da sempre ha incarnato le occupazioni e la toilette dell’universo femminile, lo spettatore viene invitato a rimettere in discussione la propria interpretazione degli stereotipi grazie al riverbero della propria immagine presente nelle tessere del mosaico nell’ottica di far prendere coscienza degli innumerevoli e mutevoli modi che hanno a disposizione per manifestare la propria femminilità.

Mazurca Figurata

“Mazurca figurata” (acrilico su tela 180 x 60 cm).

L’opera si presenta come uno spazio vuoto in cui vengono segnati i passi della mazurka, danza di coppia di origine polacca con ritmo ternario. Codificati visivamente e trasposti sulla tela, questi ripropongono i ritmi del ballo ricreando il senso di festa e di danza senza che vi siano presenti ballerini o movimento. La grafia è estremamente standardizzata grazie alle orme stampigliare dei difficili passi del ballo. Un senso di assenza pervade l’opera, non vi sono personaggi, ma è l’anima del ballo che componendo geometrie si propone sintetizzare un codice segreto, una mappa fatta di simboli da seguire per ricomporre l’esperienza di una danza. Leggi tutto “Mazurca Figurata”

How I feel?

“How I feel?” (installazione, acrilico e matite su carta intelaiata su pannello di legno 100 x 100 cm e smartphone).

L’opera è un’installazione che nasce con l’idea di discutere la relazione tra linguaggio del corpo ed emozioni e l’interpretazione di tali emozioni da parte di un’intelligenza artificiale (AI).

Sempre più connesso alla sfera di un iper-mondo digitale l’uomo è portato a ridurre al minimo i momenti confidenziali in cui è solito riflettere sul senso intimo delle proprie reazioni emotive. Vive, spesso senza accorgersi, un radicale cambiamento del rapporto tra la sfera del sociale e quella del personale che sta acquistando l’aspetto di una cesura tra le due dimensioni.

In un futuro distopico non troppo lontano si inseriscono le AI che stanno affinano gli studi circa questo rapporto tra la sfera interna e quella esterna di un individuo: queste lavorano sul fenomeno visibile del legame interno-esterno cercando di leggere e decifrare le espressioni delle persone attraverso tecnologie avanzate e calcoli matematici che potenzialmente possono corrispondere a determinati stati emotivi. Leggi tutto “How I feel?”

L’albero della vita

“L’albero” (installazione, acrilico e mosaico su tela 100x100cm)

Quest’opera richiama alla mente l’omonimo capolavoro del pittore austriaco Gustave Klimt, revisitata attraverso l’utilizzo di tessere a mosaico specchiate al posto delle classiche tessere a foglia d’oro tipiche dello Sezessionstil.

I colori meno vivaci accolgono lo spettatore in una dimensione più tetra, ma al contempo compongono il terreno fertile per il mosaico riflettente che si presenta nuovamente come cuore dell’opera. Grazie a questo espediente posso concentrare la visione dello spettatore sul tronco dell’albero, esautorando il vivace sviluppo dei rami, centro della composizione dell’opera di Klimt, a mero elemento correlato.

Il mio albero della vita si può dire che colleghi il senso di appartenenza e di stabilità del tronco all’atto della riflessione e dell’io, diverso per ciascuno spettatore.

 

Nature is home

“Nature is home” (installazione, tecnica mista su struttura in legno, 121 x 52 x9 cm)

Nature is Home è un’opera che nasce dall’idea di occupare uno spazio fisico per mezzo di una trama simbolica. La decorazione dell’oggetto, in questo caso un vecchio cassetto, è un esempio utile ad esprimere la strada di sperimentazione che negli ultimi anni ho intrapreso: occupare luoghi fisici per mezzo di riflessioni estetiche che portano a far partecipare la comunità.

L’opera si presenta come una scatola che contiene due spazi, la metafora della chiusura ricorda la nuova ecologia della mente che l’umanità ha dovuto apprendere durante questo periodo e propone una riflessione su due spazi ideali: uno metafora della natura esterna, armonica; l’altro metafora dell’umanità sconnessa e nervosa. Le trame geometriche della decorazione ricordano questi due approcci alla vita e sono accompagnati da una considerazione ulteriore, realizzata attraverso l’applicazione di viti a gancio al cui interno scorre un elastico di plastica riciclata grazie al quale i due ambienti si connettono.

Natura e umanità sono legate da uno stesso filo che di base può essere sempre composto e riequilibrato secondo modalità differenti: in questo caso per motivi logistici e di presentazione Nature is Home si presenta con una trama di filo già organizzata, realizzata seguendo un disegno studiato dall’artista; tuttavia nelle mie opere il mio intento è quello di coinvolgere nell’esperienza estetica le persone che potrebbero, secondo la propria creatività, tessere orditi personali cambiando la disposizione e realizzando scenari sempre nuovi. Leggi tutto “Nature is home”

Geometrie di un volto

“Geometrie di un volto” (installazione, tecnica mista su legno 100 x 100 cm)

Nasco come artista figurativa e buona parte della mia prima produzione si concentra su miti della musica degli anni ’60 e ’70. Negli ultimi anni sento che il mio fare encomiastico si è trasformato in pretesto per comporre immagini più complesse che giocano con la scomposizione tendente al pop di volti e di colori, sempre ispirati al sound e al mood della beat generation di cui rimango grande ammiratrice.

Piccolo spazio creatività parte I

“Piccolo spazio creatività – parte I” (installazione, tessere di legno decorate a mano e calamitate su pannello metallico 50x50cm).

Nell’opera Piccolo Spazio Creatività n.1 si compie una timida proposta di fusione tra la poetica ispirata alla revisione dell’antico in chiave pop e quella della partecipazione attiva dello spettatore.

Daniela Musone continua con l’idea di scomporre attraverso tessere e frammenti l’immagine, ma questa volta ci gioca e chiama lo spettatore a fare altrettanto. Per mezzo di calamite la Gioconda iperpop di Daniela diventa un campo di sfida alla creatività di tutti: chiunque può impostarel’immagine seguendo colori e forme differenti. La dimensione ludica accompagna la revisione della memoria culturale condivisa attraverso strumenti semplici e di facile impiego.

Come diceva Einstein: “La creatività è contagiosa. Trasmettila”

Sentimi

“Sentimi” (60×60 cm tecnica mista su tela con inserti di tessuto).

Avrei voluto che questo mio occhio fosse veramente uno specchio dell’anima, immagine della mia sfera interiore e di ciò che va oltre, ma non ho saputo resistere alla tentazione di truccarlo, di aggiungere del glamour e di barare sulla tonalità di verde. Nasce allora l’idea di aggiungere degli inserti di tessuto per poterlo toccare e percepirlo con altri sensi. È un invito ad andare oltre alle apparenze, ad abituarci a vedere anche quello che è nascosto, a sentire anche quello che non viene detto e a comprendere la realtà e le persone attraverso tutti i sensi. Allora quest’occhio diventa uno specchio che riflette la tua immagine e il mondo di te che lo guardi.

 

Come tu mi vuoi

“Come tu mi vuoi” (installazione, tecnica mista su tela calamitata, pannello in acciaio 105 x 105 cm, 25 tele 20 x 20 cm).

La personalità di ognuno dispone di molteplici modi per esprimersi, è mutevole e si adatta spesso alla persona che ha di fronte. Allo stesso modo l’osservatore ha a disposizione infinite possibilità per creare la propria realtà: l’occhio di chi guarda decide con libertà come leggere un’opera d’arte che di conseguenza cambia continuamente insieme alla sua concezione e relativa interpretazione.

Come tu mi vuoi si propone di rendere questo processo attraverso il puzzle di un volto. L’osservatore diventa attore, cambia la disposizione delle tessere e plasma sempre diversamente la struttura muovendosi e giocando le proprie percezioni all’interno di un campo d’opera aperta.

Le foreste di Woodstock

(“Le foreste di Woodstock” 80×80 cm tecnica mista su tela)

“Le foreste di Woodstock” è frutto di una performance di pittura dal vivo, “Synesthesy”, dove i linguaggi espressivi della musica e della pittura si fondono in un’esperienza che coinvolge i diversi sensi ed è frutto di un gioco di illusioni, con elementi a prima vista invisibili. Da definizione “è invisibile ciò che per essere ben nascosto o mascherato, non appare esternamente o sfugge all’occhio”. Leggi tutto “Le foreste di Woodstock”