Mazurca Figurata

“Mazurca figurata” (acrilico su tela 180 x 60 cm).

L’opera si presenta come uno spazio vuoto in cui vengono segnati i passi della mazurka, danza di coppia di origine polacca con ritmo ternario. Codificati visivamente e trasposti sulla tela, questi ripropongono i ritmi del ballo ricreando il senso di festa e di danza senza che vi siano presenti ballerini o movimento. La grafia è estremamente standardizzata grazie alle orme stampigliare dei difficili passi del ballo. Un senso di assenza pervade l’opera, non vi sono personaggi, ma è l’anima del ballo che componendo geometrie si propone sintetizzare un codice segreto, una mappa fatta di simboli da seguire per ricomporre l’esperienza di una danza.

Allegria e complessità di fondono al movimento dei segni rendendo la tipica danza romagnola in un’immagine armonica fatta di colori replicati in serie, cari alla pop art e ai pittogrammi di Keith Haring. Queste danze tipiche della zona romagnola hanno origine nella seconda metà dell’Ottocento dall’imitazione dei valzer, delle polche e mazurke mitteleuropee mescolate ai ritmi di danza presenti nelle operette francesi.

In precedenza i balli folclorici presenti sino all’arrivo di questo nuovo gusto più “internazionale” erano soliti essere svolti nei giorni di Carnevale, in occasione delle sagre patronali e paesane e delle fiere che si tenevano nelle località e nei momenti di chiusura dei più importanti raccolti e lavori agricoli. Queste danze avevano come caratteristica fondamentale il fatto di non potersi abbracciare: le coppie che danzavano erano distaccate e passavano il tempo a cercare di muoversi senza sfiorarsi.

Il liscio romagnolo, con i suoi tre balli fondamentali: valzer, polka e mazurka, rivoluziona fortemente lo stesso concetto di ballo di gruppo dando la possibilità di alle persone di toccarsi e aprendo la strada ad un nuovo modo di concepire la prossemica della danza tipica.

Negli ultimi due secoli la mazurka ha vissuto ulteriori trasformazioni fino a raggiungere un forte stato di crisi che attualmente è dovuto, oltre ad una scomparsa e alla trasformazione del senso dei momenti dedicati alle danze, anche alla semplificazione marcata del repertorio.

La Mazurka figurata si propone come un tentativo di ideale rielaborazione: l’idea di figurare i passi ha l’intento di fermare in un quadro le radici popolari, il senso del tempo e del ritmo che apparteneva alle antiche festività rinunciando al folklore come rappresentazione posticcia, bensì ricreando la dimensione rituale di partecipazione attiva e intergenerazionale allo stesso modo della musica e delle partiture sonore.

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