L’attesa

“Attesa” (50x70cm ciasc. tecniche miste su tela).

Dedicato a tutta la comunità che DANZA per quel filo che ci unisce, che più che un filo per me è come un FLUSSO.

La danza è il mio modo di vivere intensamente la vita, anzi è per me metafora della vita stessa. Non c’è forse nella danza come nella vita una continua tensione tra desiderio di stabilità e disponibilità al cambiamento? Nella vita, come nella danza, non vanno dosate sapientemente delicatezza e forza, l’agire e il saper aspettare, l’accelerare e il rallentare, la capacità di trattenere e al contrario di lasciar andare… Per vivere e danzare bene occorre stare nel momento presente e togliere il superfluo per tendere all’essenziale.

La ricerca dell’equilibrio, così importante nella vita, lo è anche nella danza e fin dalle prime lezioni capisci che ti dovrai allenare parecchio per mantenerlo e ritrovarlo una volta perso… ah già l’EQUILIBRIO, come è lontano ora… Nella danza si impara a cadere senza farsi male e a rialzarsi, anche velocemente e senza troppo sforzo.

Ma soprattutto per danzare e vivere consapevolmente occorre stare in ascolto di se stessi, dell’ambiente circostante e degli altri. Ecco, appunto gli ALTRI… Ora danzo per lo pù da sola o su piattaforme come zoom in lezioni preziose come oro e mentre progetto nuove pratiche di danza che tengano conto del distanziamento sociale mi rendo conto che la danza rimane per me una pratica COLLETTIVA fatta di compartecipazione e contatto fisico. 

Sarà un caso se senza farci troppo caso ho dipinto la mia ballerina sola, mentre nell’originale di Degas a cui mi sono ispirata altre ballerine le facevano compagnia in trepidante preparazione dietro le quinte.

 

Integrazione degli opposti

“Integrazione degli opposti” (39 x 19 cm tecnica mista su legno).

Da bambina mi divertivo ad indovinare il disegno nascosto nell’intreccio di puntini numerati, con il tempo ho imparato che saper unire i puntini, cioè mettere in relazione elementi apparentemente slegati è all’origine del processo creativo, come dire che l’opera è già sotto i nostri occhi anche se non si è venuta alla luce.
In quest’opera aperta, manipolando gli stessi fili colorati e utilizzando gli stessi punti di raccordo, gli spettatori sono liberi di unire i puntini come meglio credono.

Indicazione consigliata?

“DIREZIONE CONSIGLIATA?” (30X13 cm tecnica mista su legno)

Un giorno Alice arrivò a un bivio sulla strada e vide lo Stregatto sull’albero. “Che strada devo prendere?” chiese.
La risposta fu una domanda: “Dove vuoi andare?”
“Non lo so”, rispose Alice.
“Allora, – disse lo Stregatto – non ha importanza”.

Quando non sai bene che direzione prendere escono fuori opere come “DIREZIONE CONSIGLIATA?” (30X13 cm tecnica mista su legno), aperta a successive manipolazioni da parte dello spettatore.

Dedicata a chi ha smarrito la via, a chi ha il coraggio di cambiare strada e pure a chi ha le idee così chiare sulla direzione giusta da intraprendere da indicarla con sicurezza anche agli altri…

Piccolo spazio creatività parte II

“Piccolo spazio creatività parte II” (scampoli di tessuto dipinto e incollato su supporti cartonati e calamitati su pannello metallico 50×50 cm). 

Ho più dubbi che certezze, ora più che mai, e come le mie cellule muoiono e rinascono ad ogni istante, anche io sono in questo ciclo di rigenerazione continua, sempre nuova e sempre diversa. Non c’è nessuna idea e dogma che mi sento di abbracciare completamente e perennemente.

Come artista non ho messaggi e verità da condividere con l’umanità e la mia arte sento che difficilmente può fissarsi in una forma stabilita. Al contrario, è importante per me essere un generatore di CREATIVITA’ e realizzare opere aperte a successive manipolazioni, mie o di qualunque altra persona.

Rovistando tra vecchi scampoli e con l’aiuto dell’acrilico è uscita una revisitazione di “Ragazza con l’orecchino di perla”.  Da specificare che, ahimè, le mie competenze in cucito non vanno oltre il rammendo e l’applicazione di un bottone per cui la stoffa è tutta rigorosamente incollata con colla vinilica a supporti cartonati.

Mi piace pensare che, a partire dagli stessi inserti, altre persone creearanno di volta in volta qualcosa di diverso perchè tutti siamo creativi, abbiamo solo bisogno che qualcuno ce lo ricordi.

Piccolo spazio creatività parte I

“Piccolo spazio creatività” (tessere di legno decorate a mano e calamitate su pannello metallico 50x50cm)

 Si tratta di un’opera aperta che ciascuno può trasformare come preferisce. Io ho voluto omaggiare Leonardo, curiosa di scoprire cos’altro può scaturire.

A partire dalle medesime tessere, dipinte e calamitate ad un pannello metallico, è possibile, infatti, realizzare diverse composizioni, frutto dell’estro e della sensibilità personali. In quest’epoca più che in ogni altra credo che gli artisti debbano, oltre a trasmettere idee e scuotere le coscienze, diventare acceleratori di creatività altrui per rompere gli schemi e trovare nuovi scenari di realtà.

Come diceva Einstein: “La creatività è contagiosa. Trasmettila”

Sentimi

“Sentimi” (60×60 cm tecnica mista su tela con inserti di tessuto).

Avrei voluto che questo mio occhio fosse veramente uno specchio dell’anima, immagine della mia sfera interiore e di ciò che va oltre, ma non ho saputo resistere alla tentazione di truccarlo, di aggiungere del glamour e di barare sulla tonalità di verde. Nasce allora l’idea di aggiungere degli inserti di tessuto per poterlo toccare e percepirlo con altri sensi. È un invito ad andare oltre alle apparenze, ad abituarci a vedere anche quello che è nascosto, a sentire anche quello che non viene detto e a comprendere la realtà e le persone attraverso tutti i sensi. Allora quest’occhio diventa uno specchio che riflette la tua immagine e il mondo di te che lo guardi.

 

Come tu mi vuoi

“Come tu mi vuoi” (25 tele 20x20cm dipinte con tecnica mista e calamitate a pannello)

“Come tu mi vuoi” è un’opera composta da 25 tele 20×20 cm dipinte con tecnica mista e calamitate ad un pannello di alluminio da disporre a piacimento dell’osservatore. La personalità di ognuno dispone di molteplici modi per esprimersi, è mutevole e talvolta adattabile alla persona che ha di fronte, proprio come l’osservatore che ha a disposizione infinite possibilità per creare la sua realtà. L’opera non è quindi un puzzle da ricomporre, ma un tentativo di creare uno spazio di libertà artistica, plasmando l’immagine e quindi la realtà a proprio piacimento.

Le foreste di Woodstock

(“Le foreste di Woodstock” 80×80 cm tecnica mista su tela)

“Le foreste di Woodstock” è frutto di una performance di pittura dal vivo, “Synesthesy”, dove i linguaggi espressivi della musica e della pittura si fondono in un’esperienza che coinvolge i diversi sensi ed è frutto di un gioco di illusioni, con elementi a prima vista invisibili. Da definizione “è invisibile ciò che per essere ben nascosto o mascherato, non appare esternamente o sfugge all’occhio”. Leggi tutto “Le foreste di Woodstock”

The wall

(“The wall” 94×104 cm tecnica mista su tela e inserto di pianta stabilizzata)

L’opera, una rielaborazione de “L’urlo” di Munch, è composta da 15 tele dipinte con tecnica mista appese su pannello retrostante di legno con inserto di pianta stabilizzata. Rappresenta lo sgomento dell’essere umano che ha cementificato tutto il pianeta di fronte ad una natura che si vuole riprendere il suo posto e nello stesso tempo è l’emergere della parte più istintiva e naturale presente in ognuno di noi che non vuole rimanere costretta all’interno di maschere e confini.

Il mistero della vita

 

(“Il mistero della vita”: serie composta da 4 tele, “L’incontro”, “In grembo”, “Cloni” e “Discendenze” dipinte con tecnica mista su tela 50×50 cm)

Dall’incontro tra l’uomo e la donna, passando per il grembo materno e la divisione cellullare, il mistero della vita che non smette mai di affascinare e il microcosmo nascosto all’interno del corpo umano.